La depressione in adolescenza

 

Durante l’adolescenza tuo figlio attraversa una fase di intensi cambiamenti.

Abbandona l’infanzia ed entra in una nuova fase della vita ricca di nuovi stimoli, ma anche di sfide non facili da superare. Il corpo cambia in maniera profonda. Alle volte questi cambiamenti possono essere repentini, altre più lenti.

Ciò che è certo, è che i segni sul corpo che testimoniano questo passaggio evolutivo, spesso, non sono graditi a tuo figlio. Acne, aumento dei seni, l’odore del sudore che si fa più acre, la comparsa dei peli, sono solo alcuni dei cambiamenti che, seppur non richiesti, il tuo giovane ragazzo o ragazza, deve accettare senza possibilità di contrattazione.

Inoltre, inizia un nuovo periodo scolastico, si accede alla scuola media, si perdono vecchi amici e se ne fanno di nuovi. Non sempre le cose vanno nel verso giusto. Chi si trovava molto bene con i compagni delle elementari può ritrovarsi isolato nel nuovo contesto scolastico, o addirittura preso in giro e continuamente preso di mira dai nuovi compagni.

Come se ciò non bastasse, le pressioni aumentano perché arrivano sempre maggiori responsabilità. I ragazzi iniziano ad intuire che l’età dell’innocenza sta volgendo al termine, e che presto o tardi, saranno chiamati a concretizzare i loro sogni e desideri. Ciò significa esporsi al rischio del fallimento, della disillusione e dell’insuccesso.

Sotto le esigenze schiaccianti di questa complicata fase di vita, tuo figlio può trovarsi a sperimentare una serie di emozioni negative o confuse. Se non riconosciute, queste emozioni possono aumentare di intensità e di frequenza, fino a trasformarsi in veri e propri vissuti depressivi e nel peggiore dei casi a pensieri e azioni suicidarie. Gli studi indicano che il 10-15% degli adolescenti soffre di depressione.

L’adolescente inizia a doversi confrontare con uno dei principali dilemmi dell’esperienza umana, ovvero il dover confrontarsi sia con la spinta della crescita che con l’angoscia della perdita.
L’adolescente cresce, si sviluppa, conquista nuove abilità, il suo corpo si trasforma e acquisisce sempre più forza. Allo stesso tempo però, questo processo di crescita chiede in cambio che vengano abbandonate le dolci abitudini dell’infanzia, la purezza e la perfezione del proprio corpo di bambino, e la rinuncia a parte di quella protezione fornita dai genitori.

L’adolescente è spesso in conflitto tra il desiderio di libertà e di autonomia, tipico dell’età adulta con quello, più infantile, di sicurezza e accudimento.

Cos’è la depressione:

Vedi tuo figlio sempre più svogliato. Fai fatica a farlo alzare dal letto. Noti un cambiamento nelle sue abitudini alimentari. Ti dice che fa fatica a prendere sonno, oppure si sveglia più volte durante la notte facendo fatica a riaddormentarsi.

Osservi che ha perso entusiasmo verso attività che prima lo appassionavano. Vedi che si trascura nella cura di sé e nell’abbigliamento.

Questi sono solo alcuni dei segnali che ti possono avvertire che tuo figlio o tua figlia sta passando un periodo difficile, un periodo nel quale probabilmente non trova sufficiente motivazione ed entusiasmo. 

Essendo l’adolescenza un periodo di costante evoluzione e cambiamento, non è possibile parlare di vero e proprio disturbo depressivo, adottando gli indicatori diagnostici che vengono usati per gli adulti.

Tuttavia, è bene considerare che anche per gli adolescenti è possibile fare molta attenzione ad alcuni segni e sintomi, come ad esempio:

• continua stanchezza e perdita di energia.

• difficoltà nel prendere sonno o insonnia.

• mancanza di appetito o tendenza a mangiare fuori pasto.

• Uso di alcool o droghe (possono indicare una depressione latente).

• Eccessiva agitazione motoria o vera e propria incapacità nello stare fermo (soprattutto nei bambini).

• Lentezza nei movimento e nel parlare.

• Isolamento sociale (il ragazzo non manifesta più piacere a vedere i propri amici).

• Abbandono scolastico.

• Manifestazione di forte rabbia e aggressività verso genitori o insegnanti.

• Mettere in atto gesti di autolesionismo.

• Continui pensieri ricorrenti di morte e pianificazione di condotte suicidarie.

Come posso aiutarti?

Come psicoterapeuta posso aiutare tuo figlio a sviluppare le proprie risorse interiori.

Attraverso la messa in atto di strumenti specifici di tipo terapeutico potrò aiutare tuo figlio ad accrescere la propria autostima ed imparare a gestire in maniera più efficace le emozioni e i pensieri negativi che lo stanno portando a sperimentare uno stato depressivo.

Sarà necessario anche osservare ed esaminare l’intero sistema relazionale in cui tuo figlio è inserito. Ovvero il modo in cui lui si relaziona con voi genitori e il modo in cui voi vi relazionate a lui.

Pertanto sarà indispensabile per un buon esito della terapia che entrambi i genitori accettino di collaborare nel lavoro terapeutico. Nel concreto questo significa che alcuni colloqui saranno svolti con tuo figlio, altri con la madre e il padre.

Questo perché è impensabile riuscire a fare stare meglio un adolescente senza conoscere l’ambiente familiare in cui vive.

È importante che ti ricordi che molto spesso i sintomi manifestati dai figli sono l’espressione di un malessere più allargato, che nasce e cresce all’interno della famiglia.

Quali sono le cause della depressione negli adolescenti?

Diverse sono le cause che possono portare tuo figlio o tua figlia a soffrire di depressione e, spesso, è l’insieme di diversi fattori che va a creare questo stato di profondo malessere.

Alcuni fattori di rischio:

✅ essere esposto fin  da piccolo a traumi (lutti, violenza fisica, malattie gravi infantili), continui litigi o esposizione a episodi di violenza tra genitori, deprivazione affettiva.

✅  uno o entrambi i genitori che abusano di alcool o droghe.

✅ esperienze ripetute di bullismo o cyberbullismo da parte dei coetanei.

✅ una predisposizione biologica e genetica, ovvero una storia di familiarità con la depressione. (Capita spesso che adolescenti che hanno madri o padri depressi sviluppino anche loro vissuti depressivi durante l’adolescenza e l’età adulta).

Tuttavia, il comportamento umano non è il risultato di una formula matematica. Non è detto che ad una madre depressa corrisponda un figlio depresso.

Ci sono dei fattori di rischio e dei fattori di protezione che giocano un ruolo altrettanto importante nel determinare lo sviluppo di un adolescente.

Alcuni fattori protettivi per un adolescente possono essere:

➡ l’essere cresciuto in un ambiente familiare emotivamente stabile;

➡  avere sviluppato buone capacità relazionali;

➡ l’avere una buona autostima;

➡  Non avere familiarità con disturbi depressivi all’interno del proprio patentato (genitori, cugini, zii)

Ciò che mi preme dirti è che non dovresti mai sottovalutare alcuni segnali come quelli che ti ho descritto.

Ci sono due tipologie di rischio a cui puoi andare incontro come genitore.

La prima è tendere a patologizzare troppo stati emotivi e comportamenti che possono essere comuni per un adolescente.

La seconda è sottovalutare chiari segnali di sofferenza, che, se trascurati, possono portare ad un cronicizzarsi dello stato di sofferenza ed in una sua trasformazione in un disturbo di depressione.

In questi casi è meglio non sottovalutare certi campanelli d’allarme e confrontarsi con un esperto che possa essere in grado di fornirti una valutazione accurata sullo stato di salute di tuo figlio.

Possibili strategie di prevenzione

Non ci sono modi sicuri e garantiti per prevenire il fenomeno depressivo.

Nella parte sopra ho indicato alcuni fattori protettivi che servono all’adolescente per sviluppare una struttura di personalità solida che sappia reggere agli urti e alle minacce che l’adolescenza e la vita adulta pone davanti.

Tuttavia, è possibile individuare alcune strategie che possono essere d’aiuto nei casi in cui tuo figlio possa manifestare umore depresso o cambiamenti visibili nelle sue abitudini quotidiane:

✅ stimolarlo a stare con amici e praticare attività sociali con gli altri ragazzi, come può essere uno sport, un corso di musica, la frequentazione dell’oratorio. Le relazioni sociali tra pari hanno un potente effetto sul cervello, e possono contribuire in maniera significativa a mitigare la tristezza e il senso di vuoto tipico degli stati depressivi.

✅ Evitare di colpevolizzarlo per il proprio comportamento. Chi soffre di depressione ha già abbastanza sensi di colpa verso se stesso per non riuscire a reagire. Evita di rincarare la dose. Piuttosto, è utile evidenziare le cose positive, anche fossero per te insignificanti. Renditi disponibile all’ascolto, fargli percepire la tua presenza, senza pretendere che venga a parlare con te.

✅ cerca di gestire il tuo sentimento di impotenza che ti genera il vedere di non riuscire a scuotere tuo figlio. L’impotenza è uno dei sentimenti più frequenti in chi si sente depresso e in coloro che gli vivono vicino. L’impotenza in una prima fase va accettata. Respingerla con rabbia e aggressività il più delle volte non si rivela la strada giusta.

✅  Chiedi aiuto ad un esperto. Posticipare il problema o far finta di non vederlo non farà altro che accrescere lo stato di sofferenza e cronicizzare la situazione.

Quando rivolgersi a un esperto?

Se i segni e i sintomi che ho descritto sopra dovessero perdurare nel tempo e noti che interferiscono in maniera significativa con la vita quotidiana di tuo figlio, è molto importante che tu prenda in considerazione la possibilità di rivolgerti ad un professionista, medico o psicologo, che possa valutare la situazione.

I sintomi della depressione probabilmente non miglioreranno da soli e potrebbero peggiorare o portare ad altri problemi, se non trattati. Gli adolescenti depressi possono essere a rischio di suicidio, anche se segni e sintomi non sembrano essere gravi.

Nessuno meglio di una madre o un padre, può captare i segnali più o meno visibili della profonda sofferenza che può attraversare un adolescente. Non sottostimare sensazioni o presentimenti.

Spesso, i genitori hanno la capacità di cogliere nell’ambiente famigliare, nello sguardo del proprio figlio che c’è qualcosa non sta funzionando più come prima. Non aver paura di osservare questi segnali e di metterli in evidenza.

Nei disturbi depressivi, come in quelli di natura ansiosa, l’efficacia dell’intervento terapeutico è tanto più alta quanto più si è tempestivi nella sua messa in atto.

Se sei un adolescente e pensi di essere depresso, o se hai un amico che potrebbe esserlo, non aspettare di ricevere aiuto.

Parla con un operatore esperto della salute mentale, come uno psicologo o un medico psichiatra. Condividi le tue preoccupazioni con un genitore, un amico intimo, un allenatore, un insegnante o qualcun altro di cui ti fidi.

La cosa importante è che non rimani da solo. Individua anche solo una persona che ti ispira fiducia, con cui senti di avere un legame particolare e chiedile aiuto.

Ricordati che non sei solo.

Sia che tu sia un adolescente, o un genitore, se vuoi maggiori informazioni sui rischi e sui possibili modi di affrontare la depressione non esitare a contattarmi. Insieme possiamo valutare se è il caso di fissare un appuntamento per un primo incontro  di valutazione.

 

Gabriele Zanlungo

3341086144 gabrielenatalezanlungo@gmail.com 

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