Ti è mai capitato di vedere tuo figlio passare sempre più tempo davanti allo specchio? Oppure di sentirlo parlare continuamente della sua mascella, del naso, della pelle o della forma del viso?
Forse hai pensato che fosse semplicemente una fase dell’adolescenza. E in parte è vero. Durante la crescita è normale che un ragazzo inizi a prestare maggiore attenzione al proprio aspetto.
Negli ultimi anni, però, qualcosa è cambiato.
Sui social network si sta diffondendo un fenomeno chiamato looksmaxxing, una tendenza che promette di trasformare il proprio aspetto fisico per raggiungere un ideale di bellezza considerato “perfetto”. Dietro consigli apparentemente innocui si nasconde però un messaggio molto più profondo: il tuo valore dipende da come appari.
Ed è proprio questo il problema.
Cos’è il looksmaxxing?
Il termine looksmaxxing significa letteralmente “massimizzare il proprio aspetto fisico”.
L’idea nasce alcuni anni fa all’interno di forum frequentati da uomini convinti che il successo nelle relazioni dipendesse quasi esclusivamente dall’aspetto estetico. Con il tempo questo modo di pensare è uscito da quelle comunità ed è arrivato su TikTok, Instagram e YouTube, raggiungendo milioni di adolescenti.
Oggi il messaggio è semplice:
“Se non sei abbastanza attraente, puoi e devi modificarti.”
La bellezza viene trasformata in una sorta di obiettivo da raggiungere attraverso regole rigidissime: la mascella deve essere marcata, il viso perfettamente simmetrico, la pelle impeccabile, la percentuale di grasso bassissima e il corpo estremamente muscoloso.
Non si tratta più soltanto di allenarsi o seguire un’alimentazione sana.
Si tratta di rincorrere uno standard praticamente irraggiungibile.
Quando prendersi cura di sé diventa un’ossessione
Allenarsi, mangiare bene o avere una skincare routine non sono comportamenti negativi.
Anzi, imparare a prendersi cura del proprio corpo può rappresentare un importante segnale di crescita.
Il problema nasce quando tutta l’autostima inizia a dipendere esclusivamente dall’aspetto fisico.
Molti ragazzi finiscono per controllarsi continuamente allo specchio, confrontarsi con influencer e coetanei, modificare ogni foto prima di pubblicarla oppure trascorrere ore cercando difetti del proprio viso.
In questi casi il corpo smette di essere qualcosa da vivere e diventa qualcosa da giudicare continuamente.
Perché gli adolescenti sono particolarmente vulnerabili?
L’adolescenza è uno dei periodi più delicati dello sviluppo.
Il corpo cambia rapidamente, l’identità è ancora in costruzione e il bisogno di essere accettati dai coetanei raggiunge livelli molto elevati.
È proprio in questa fase che il confronto sociale diventa quasi inevitabile.
Se a questo aggiungiamo algoritmi che propongono continuamente immagini di ragazzi “perfetti”, il rischio aumenta notevolmente.
Più un adolescente osserva quei contenuti, più può iniziare a pensare che quello sia lo standard normale.
E quando la realtà non corrisponde a quell’ideale, possono comparire frustrazione, insicurezza e senso di inadeguatezza.
I social amplificano il confronto
I social network non inventano le insicurezze.
Le amplificano.
Ogni giorno gli adolescenti scorrono centinaia di immagini selezionate, ritoccate e filtrate. A forza di confrontarsi con corpi perfetti e volti apparentemente impeccabili, è facile iniziare a vedere difetti anche dove non esistono.
Inoltre, alcune community online incoraggiano i ragazzi a pubblicare fotografie del proprio volto per ricevere giudizi da perfetti sconosciuti.
Commenti, voti e confronti diventano così il metro con cui misurare il proprio valore.
È un meccanismo che può alimentare un dialogo interno estremamente critico:
“Non sono abbastanza bello.”
“Dovrei cambiare qualcosa.”
“Gli altri sono migliori di me.”
Pensieri che, ripetuti ogni giorno, finiscono per influenzare profondamente l’autostima.
Quando è il caso di preoccuparsi?
È normale che un adolescente dedichi maggiore attenzione al proprio aspetto.
Ciò che dovrebbe far riflettere è un cambiamento improvviso e persistente.
Ad esempio quando:
- trascorre moltissimo tempo davanti allo specchio;
- parla continuamente dei propri difetti fisici;
- evita situazioni sociali perché si vergogna del proprio aspetto;
- diventa irritabile quando si parla del suo corpo;
- passa ore a guardare contenuti dedicati al looksmaxxing;
- mette in pratica comportamenti estremi pur di modificare il proprio fisico.
In alcuni casi queste difficoltà possono essere collegate anche a un disturbo da dismorfismo corporeo, una condizione nella quale la persona vive una forte sofferenza legata a difetti fisici spesso minimi o addirittura inesistenti.
Come puoi aiutare tuo figlio?
La tentazione potrebbe essere quella di liquidare tutto con un semplice:
“Non pensarci.”
Purtroppo non funziona.
Molto più utile è creare uno spazio in cui tuo figlio possa sentirsi ascoltato senza paura di essere giudicato.
Puoi iniziare chiedendogli cosa vede sui social, quali contenuti segue e che idea si è fatto di questi modelli di bellezza.
L’obiettivo non è convincerlo che abbia torto, ma comprendere il suo punto di vista.
Allo stesso tempo può essere utile parlare apertamente di come funzionano gli algoritmi, dell’uso dei filtri e di quanto molte immagini online siano costruite per ottenere attenzione.
Infine, ricorda che i ragazzi imparano soprattutto osservando gli adulti.
Se in famiglia il valore di una persona viene associato continuamente all’aspetto fisico, anche loro finiranno per fare lo stesso.
Educare all’accettazione non significa rinunciare a migliorarsi
Prendersi cura del proprio corpo è importante.
Allenarsi, seguire uno stile di vita sano e sentirsi bene con sé stessi sono obiettivi positivi.
Diventano un problema quando rappresentano l’unica strada per sentirsi degni di essere accettati.
L’adolescenza dovrebbe essere il momento in cui un ragazzo costruisce la propria identità, scopre le proprie capacità e impara a dare valore anche a ciò che non si vede allo specchio.
Per questo motivo il compito degli adulti non è convincere i ragazzi che l’aspetto non conti.
È aiutarli a capire che il loro valore non dipende mai soltanto da quello.
Se noti che tuo figlio vive una forte sofferenza legata al proprio corpo, evita di minimizzare ciò che prova. Un confronto con uno psicologo può aiutarlo a comprendere le proprie emozioni, sviluppare un rapporto più sano con la propria immagine e rafforzare la propria autostima prima che il disagio diventi più profondo.
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